venerdì, luglio 18, 2008, ore 18:42

Non scrivo in questo blog da più di un anno....e mi dispiace dover ricominciare a farlo con un post che sa dell'incredibile, però sono amareggiato, deluso da come i nostri politici ci trattano, sia da vivi che da morti! Dopo le impronte digitali, l'economia che va a picco, le spese insostenibili, ci mancava anche essere classificati dopo la morte, in morti di serie A e morti di serie B ed oltre...come fosse un campionato di calcio forse!

Questo il mio racconto: (Mi scuso in anticipo con le persone che dissentiranno da questo mio monologo)

Un mesetto fa circa abbiamo pianto per loro, ci siamo commossi, abbiamo alzato il volume appena passava in TV la notizia di quella che è stata da subito definita una strage"...Sto parlando dei 6 caduti di Mineo, 6 vittime del precariato, delle assurde condizioni di lavoro con le quali qui in Sicilia si fa a pugni ogni giorno! A distanza di poco più di un mese dalla loro morte, l'Assemblea Regionale Siciliana ha approvato un DDL con il quale si estende ai familiari delle vittime le tutele stabilite dall'art. 4 della legge antimafia 20/1999, che prevede l'assunzione nella Pubblica amministrazione dei parenti delle persone uccise dalla mafia. (continua qui)

ilfastidio
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lunedì, luglio 14, 2008, ore 11:44

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ciao

 

madmapelli
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martedì, giugno 24, 2008, ore 16:44

Nobel per la Pace

acollection_foto

http://petizioni.liberacittadinanza.it/petizione_betancourt

Amici blogger e non se condividete la proposta del Nobel per la Pace a Ingrid firmate e aiutateci a pubblicizzare l’iniziativa di liberacittadinanza.Ingrid e gli altri prigionieri hanno bisogno anche di NOI. I nostri blog per la LIBERTA' di Ingrid e degli altri prigionieri .

PASSAPAROLA

Yael Dayan: " Un simbolo per le donne di Pace"

pistilla
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venerdì, aprile 11, 2008, ore 01:41

Perchè voto (e invito a votare) Sonia Alfano

17 motivi per votare Sonia

Facendomi violenza per superare la ritrosia a fare dichiarazioni pubbliche di voto, avendo una modesta cifra professionale (sono solo un modesto avvocato che predilige difendere vittime di mafia) e nessun rilievo politico (non avendo mai avuto tessere di partito), voglio spiegare le ragioni per cui voterò per Sonia Alfano e altrettanto sto invitando a fare tutti coloro con cui mi capita di parlare delle prossime elezioni regionali.

  1. Perché Sonia Alfano, fra tutti i candidati alla presidenza della Sicilia, è l’unica candidata sinceramente e concretamente antimafiosa.
  2. Perché dietro Sonia non ci sono l’imbarazzante volto e l’imbarazzante elettorato di Totò Cuffaro.Perché dietro Sonia non ci sono nemmeno l’imbarazzante volto e l’imbarazzante elettorato di Mirello Crisafulli.
  3. Perché Sonia ha accettato di candidarsi senza alcun paracadute.
  4. Perché Sonia non ha padroni né padrini.
  5. Perché a scrivere il programma elettorale di Sonia non è stato Salvo Andò, che peraltro era già impegnato con Anna Finocchiaro.
  6. Perché quando fu ucciso il padre di Sonia a Barcellona era latitante Nitto Santapaola e quando qualche mese dopo Santapaola fu arrestato nel suo covo fu trovato un bigliettino autografo di Salvo Andò.
  7. Perché dietro Sonia non ci sono la Lega delle cooperative ed il suo presidente regionale, quell’Elio Sanfilippo che Pio La Torre finché visse combatté.
  8. Perché Sonia ha sempre rifiutato le tante poltrone e i tanti seggi sicuri che pur di zittirla le sono stati offerti.Perché Sonia non si è mai accodata al Partito Unico dell’Antimafia di Regime (il famigerato PUAR) ma ha continuato a impegnarsi fuori dagli apparati e rifiutando ogni prebenda.
  9. Perché Sonia è fra i pochi che non si sono tirati indietro - per complicità, pavidità o ignavia - nella denuncia del vergognoso mancato scioglimento per mafia del comune di Barcellona Pozzo di Gotto ad opera del ministro Amato.
  10. Perché Sonia, ben prima di candidarsi, è stata fra i pochi che si sono spesi per arginare la rappresaglia della partitocrazia contro Luigi De Magistris e Clementina Forleo. E perché Lombardo e Finocchiaro, con i loro capi, si sono schierati per la rappresaglia.
  11. Perché Sonia si batteva al tempo dei girotondi e ha continuato a farlo anche quando alle porcate di Berlusconi sono seguite le porcate del centrosinistra.
  12. Perché Sonia è stata l’unica persona, fra i candidati, che in silenzio e senza alcuna esibizione il 18 marzo scorso è stata presente al palazzo di giustizia di Messina accanto ai familiari di Graziella Campagna in attesa della sentenza di 2° grado.
  13. Perché gli organi di informazione di regime, per tutelare la posizione di Lombardo e Finocchiaro, hanno tentato di occultare la candidatura di Sonia.
  14. Perché Sonia è stata l’unica che ha avuto il coraggio di rifiutare l’imposizione con cui gli apparati dei partiti (e del Partito Democratico in particolare) hanno tentato di impedire una candidatura proveniente dall’area dell’impegno antimafioso.
  15. Perché coloro che hanno tentato in tutti i modi di trovare scheletri nell’armadio di Sonia sono rimasti a mani vuote.
  16. Perché anche quando taluni servi sciocchi che pure esistono nel campo antimafioso, accecati dal loro livoroso egocentrismo, hanno tentato di giustificare la propria avversione alla candidatura di Sonia, hanno balbettato penosamente frasi vuote di significato e di senso.
  17. Io voto per Sonia perché è l’unica opzione elettorale dignitosa per ogni siciliano onesto e intransigente.
                                                 Fabio Repici
enorbalac
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domenica, marzo 09, 2008, ore 10:48

L'ipocrisia della politica 

"ELEZIONI: BOSELLI, OFFRO A MASTELLA DI ESSERE CAPOLISTA AL SENATO

Le differenze tra me e Mastella sono grandi. E questo lo sanno tutti. Ma questo non mi impedisce, da vero garantista, di offrire a Mastella il diritto di tribuna nelle liste del mio partito per consentire che il giudizio su Mastella non sia fatto dai media".
Fino a quando Mastella era indagato, era stato allontanato da tutti i leader politici perchè considerato una specie di "appestato", allearsi con Mastella significava perdere consensi e quindi una sconfitta elettorale sicura. Adesso che Mastella è stato "riesumato" dall'inchiesta "Why not" cominciano le prime offerte di adesioni e candidature. Così, persone come l'On Boselli, considerando la politica come una sorta di proprietà privata,  gli offrono il posto di capolista al Senato, pur ammettendo le enormi differenze di pensiero. Il seggio al Senato diventa così una posizione privilegiata da cui esercitare il "diritto di tribuna" e dalla quale trovare la giusta visibilità per potersi difendere e non l'opportunità per mettersi al servizio dei cittadini. L'importante è mantenere i consensi e la poltrona... "tutto il resto è noia" 

enorbalac
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martedì, marzo 04, 2008, ore 11:46

L'Italia che non si desta..

"Tutte sciocchezze.
Io in Italia ci

________________________
benissimo.."
BESTIO
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venerdì, febbraio 29, 2008, ore 17:57

C'è sempre un'alternativa...

Sembrerà un controsenso pubblicare su un blog dedicato a Rita Borsellino, un post che riguarda la sua nuova avversaria politica, in realtà non è così.
Questo blog, se non ricordo male (e l'autore potrà smentirmi) era nato per diffondere le idee di una nuova Sicilia. Si parlava di un candidato fuori dagli schemi dei partiti e del potere, un candidato che potesse incanalare il forte dissenso manifestato dai siciliani nei confronti della politica nazionale, nei confronti di un sistema corrotto e clientelare. All'epoca in cui venne aperto questo blog il candidato ideale che potesse rappresentare un'alternativa alla logica dei partiti era Rita Borsellino.  Rita però, sicuramente in buona fede, ha tradito lo spirito di questo blog, schierandosi apertamente con Anna Finocchiaro e accettando di fare da specchietto per le allodole per poter calamitare un maggior numero di voti al centro-sinistra. Allo stato attuale Rita Borsellino non rappresenta più il candidato ideale, adesso la vera alternativa è rappresentata da Sonia Alfano. Ecco perchè ho deciso di riportare su questo blog il post pubblicato da Benny Calasanzio:

Ero convinto che un'alternativa ci fosse, ci ho sperato, e un'alternativa adesso c'è. Sonia Alfano sarà il terzo candidato alla presidenza della Regione Sicilia. La sua candidatura rappresenta quello che tanta gente stava aspettando, l'alternativa vera a due candidati che sono le facce della stessa medaglia: di una politica schiava degli ordini di partito, in cui le decisioni che riguardano cinque milioni di siciliani si prendono in tre - quattro, una politica-scuderia: "Rita fai sorpassare Anna", "Gianfranco cuccia!", una politica che mi fa venire la claustrofobia. Sonia non è stata imposta da un partito con metodi dittatoriali, come Anna Finocchiaro, nè ha precedenti di indagine e di inchieste finite con prescrizioni come Raffaele Lombardo. E Sonia, come qualcuno vorrebbe, non è neanche solo la figlia di Beppe Alfano, il giornalista di Barcellona Pozzo di Gotto ucciso da mafia & affini. Perchè da quando suo padre è stato ucciso, Sonia non ha mai smesso di girare l'Italia per parlare di quegli argomenti che fanno ridere tanti politici siciliani, la giustizia, la legalità come principi fondandanti dello Stato. Oggi ha scelto di scendere in campo, e non in una comoda lista vincente, ma con un progetto difficile di cui questa candidatura rappresenta solo il punto di partenza. Io sosterrò in tutti modi Sonia e il nostro progetto perchè vorrei un presidente come lei, in cui possa, senza timori, rispecchiarmi ed identificarmi. Perchè in questa Sicilia purtroppo solo chi ha pagato con il sangue sembra rendersi conto della centralità della giustizia, della trasparenza. Ai delusi di ogni parte politica chiedo quali ragioni esistano adesso per non votare. Quale ragione per essere costretti a scegliere tra Pd e Pdl? Oggi c'è Sonia, ci sono gli amici di Beppe Grillo e ci sono tanti siciliani che premieranno il coraggio di essere diversi. Io il tiket a Rita Borsellino l'avrei consigliato, si, ma con Sonia Alfano, e non con una che racconta in giro che Andreotti è stato assolto. Il mio appello è semplice, ed è quello di avviare una vera rivoluzione, che tagli fuori la dicotomia destra-sinistra, una rivoluzione diversa da quella del fido Miccichè che strisciando è tornato all'ovile, una rivoluzione che abbia dentro tutte le forze migliori della Sicilia, tutta quella società civile che non scende a compromessi, che ha l'orgoglio e la forza per cambiare, che lotta veramente contro la mafia, sul territorio, nei tribunali, nelle scuole. Sonia rappresenta tutto questo. Oggi, di fronte a questi scenari, i partiti, le coalizioni hanno paura: sanno che entrambi perderanno elettori, che tante gente si fiderà di Sonia e di Beppe Grillo, gente che non usa vuota retorica, ma parla di trasparenza negli atti, democrazia diretta, sviluppo sostenibile senza ponti e inceneritori. E allora le possibilità sono due. O scegliamo di votare, come sempre, per appartenenza, con gli occhi chiusi, col naso turato e ci prendiamo le responsabilità delle conseguenze del nostro voto, o diamo la possibilità a gente nuova, fuori da qualsiasi gioco politico, di provare a cambiare le cose. Se siete affezionati al clientelismo, ai favori, alle concessioni, allora non votatatela. Ha già annunciato che dimezzerà gli stipendi dei parlamentari regionali, le auto blu e i privilegi osceni di cui godono. E io vi assicuro che lo farà. Dopo Cuffaro non voglio nè Lombardo nè Anna Finocchiaro. Io voglio Sonia Alfano.

 

enorbalac
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lunedì, febbraio 18, 2008, ore 20:18

Facciamo capire netta e chiara la nostra posizione, così come abbiam fatto in passato: RITA PRESIDENTE IERI E OGGI!

Nel mio piccolo blog sto sostenendola con un sondaggio qui: http://invisibil.blogspot.com/

E con un mini-dibattito qui: http://invisibil.blogspot.com/2008/02/scenari-per-la-prossima-presidenza.html

Attendo vostre notizie! MOBILITIAMOCI COME SEMPRE DA BLOGGERS SICILIANI!
Invisiblenews
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domenica, febbraio 17, 2008, ore 00:18

Sempre le stesse ''partite''

calcio30Le cose non cambieranno mai nella nostra vecchia e cara Italia. Come nel calcio così anche nella politica si parla, parla, parla... ma poi si torna sempre al punto di partenza. Quando si verificano le violenze negli stadi, gli atti di razzismo tra tifoserie, quando ci scappa il morto per futili motivi siamo tutti bravi ad inveire contro il mondo del calcio, ad urlare contro i calciatori strapagati, contro i dirigenti corrotti, a reclamare la chiusura degli stadi e l'annullamento del campionato di calcio, poi però, arriva la domenica  e si ricomincia tutto daccapo come se nulla fosse successo, nessuna misura particolare viene presa, se non qualche palliativo per tenere calma l'opinione pubblica e si continua ad inneggiare alla violenza, a lasciare gli stadi in mano agli ultrà scalmanati...   Spesso la politica è stata accomunata al mondo del calcio, specie da quando Berlusconi "è sceso in campo", si parla di Paese di serie A o di serie B e non ci sono più le sedi di partito ma i club come nelle tifoserie. Dunque, dicevo, come nel calcio basta una domenica di campionato a far dimenticare tutto, così nella politica basta ritornare alle elezioni per riportare uno stato di euforia e di eccitazione tra gli italiani al punto tale da dimenticare che, solo fino a due mesi fa, si inveiva contro la politica e contro questa classe dirigente che ha portato l'Italia allo sfascio. Se fino a poco tempo fa nessuno voleva sentire parlare di politica, basandosi sul concetto che i politici sono tutti uguali e guardano ognuno ai propri interessi personali invece che a quelli generali degli italiani, adesso, con il semplice annuncio che il 13 ed il 14 aprile si tornerà a votare, gli italiani hanno ricominciato a scaldarsi, a schierarsi pro o contro Berlusconi, a sostenere il PD come nuova forza emergente (dimenticando che sono gli stessi uomini che governavano fino a poco tempo fa) a schierarsi con Casini che ha deciso di correre da solo o a mantenere l'identità di sinistra votando per i partiti che si sono tenuti fuori dal coro del PD...Insomma gli italiani hanno ricominciato ad occuparsi di politica o meglio di fantapolitica. Infatti, come nel calcio, con il fantacalcio, gli italiani si divertono ad acquistare i giocatori e a formare le squadre fingendosi Presidenti di calcio, così anche nella politica gli italiani  con la "fantapolitica" discutono e si animano sui politici da candidare fingendosi dirigenti di partito. In realtà i giochi sono decisi dall'alto e noi poveri illusi siamo chiamati soltanto a pagare il biglietto e ad assistere ad una finta partita, dove i giocatori fanno finta di essere avversari ma, in realtà, conoscono già il risultato prima ancora che finisca la partita!

enorbalac
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domenica, febbraio 10, 2008, ore 13:57

Lo avevamo lasciato meno di un anno fa con la sua coppola che faceva capolino dagli scranni compiacenti di una delle tante emittenti locali asservite al suo sistema di potere. Allora era stato spavaldo ed accattivante, con quel piglio astuto e furbesco che partecipa quasi naturalmente del sovversivismo delle nostre classi dirigenti meridionali. E così abbiamo da subito denunciato, dietro la baldanza aggressiva di quelle immagini, i rischi e i pericoli che si celavano in quella magistrale lezione da grande comunicatore.

Oggi, dopo la condanna a cinque anni, le immagini televisive ci offrono un Cuffaro redento: nelle interviste, lasciatasi alle spalle la figura trionfante del padrino con la coppola, si sforza di apparire commosso e contrito, sfinito dal tormento, devoto ai suoi santi e alle sue madonne. La stessa liturgia del fistino a base di cannoli e spumante non va derubricata a un ingenuo passo falso, ma associata ad una sorta di rito liberatorio col quale una vittima ha ragione di una perversa macchinazione persecutoria. Cuffaro, proprio perché avrebbe manifestato rispetto nei confronti della Giustizia, viene alla fine sollevato dall’accusa più grave e infamante, quella di avere favorito Cosa Nostra. Ma carta canta, e la verità è un’altra, molto più cruda e tragica. Come commenta Piero Grasso, “è rimasto provato il favoreggiamento da parte del presidente della Regione di singoli mafiosi come Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Greco, Aiello e Miceli, senza che tutto ciò fosse ritenuto sufficiente per supportare l’accusa di aver favorito Cosa Nostra nel suo complesso.” Questione metafisica, dai distinguo vertiginosissimi e dalle sfaccettature ambigue, secondo le quali un conto è favorire i singoli mafiosi e un conto è condividere con l’intera associazione di Cosa Nostra condotte e finalità. 

Potremmo stare a disquisire per secoli, senza cavare un ragno dal buco, sulla differenza tra le due fattispecie di reato. Come se, per sancire l’oggettiva convergenza di interessi illeciti e di obiettivi criminali, occorresse preventivamente dirselo esplicitamente, suggellando da entrambe le parti, magari dinnanzi gli spalti di una affollatissima tribuna, un patto del disonore finalizzato a delinquere. No, la mafia non è una sostanza astratta avulsa dal contesto siciliano. Essa, viceversa, vive delle relazioni individualizzate, prospera sul legame particolare, attecchisce lì dove al bisogno si risponde con una logica clientelare e personale.
Il cuffarismo è il terminale di un blocco di potere che tutela interessi ben individuabili, che alimenta ingiustizia e disuguaglianza, che soffoca in una cappa di potere l’intera Sicilia. Vale per la sanità come per la gestione dei fondi europei, per l’affare sui rifiuti come per quello della privatizzazione dell’acqua. Un sistema di potere che si serve di quella zona grigia di professionisti ed esperti, di consulenti che si occupano di investimenti  e riciclaggio, di tecnici ed esponenti della burocrazia e delle amministrazioni negli enti locali, di politici, imprenditori e professionisti. Denaro, affari e bisogni, i tasselli magici di un puzzle che procura raccomandazioni e promozioni, favori e avanzamenti di carriera, aggiudicazioni di appalti e incarichi prestigiosi. Un sistema dalla logica geometrica e stringente, che privilegia le amicizie alle capacità e l’appartenenza al merito.
Se allora davvero vogliamo mandare a casa Cuffaro dobbiamo prendere consapevolezza del fatto che il governatore è l’espressione di un blocco di potere che sta precipitando la Sicilia nel baratro dell’emergenza sociale e del sottosviluppo. Il solo racket delle estorsioni costa più di un miliardo di euro, circa 1,3 punti percentuali del pil regionale. Dall’ultima indagine Istat risulta che le famiglie siciliane sono le più povere del paese, con un reddito annuo di 16.658 euro contro la media nazionale di 27.736. Occorre ripartire da qui, dalla consapevolezza che la responsabilità di Cuffaro, oltre ad essere stata acclarata da una condanna a cinque anni, risiede nell’avere ricacciato la nostra terra nel vuoto dell’arretratezza e della povertà. Mentre all’altro capo della piramide sociale una ristretta casta di privilegiati e ingannatori ingrassa e arricchisce spudoratamente. Come spudorata e sfrontata è l’ostentazione di quel festeggiamento.

di Giovanni Di Benedetto 

Pietrarosa
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venerdì, febbraio 08, 2008, ore 01:09

Vi aggiorno sulle novità:

Come sapete il 5 notte ho scritto un post per l'iniziativa che ho lanciato per far dichiarare anticostituzionale il "porcellum". Il 6 a mattina Dario Guerra scrive un suo post rimandando alla pagina delle firme e subito dopo Beppe Grillo "riscrive" usando a volte anche le stesse parole del post di Dario, e annunciando, guarda un pò, che ha presentato un esposto alla Consulta.

NON VI SEMBRA BIZZARRO?

Nel frattempo ho scritto a Dario Guerra e l'ho avvertito della "bizzarria"; aspetto una sua risposta.

Questa sera ho telefonato a Zapping, trasmissione di RadioUno e sono intervenuto sull'argomento.

ASCOLTATE LA TRASMISSIONE

A QUESTO INDIRIZZO

E ANDATE A FIRMARE QUI

pazyryk
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giovedì, febbraio 07, 2008, ore 00:26

Il blogger Dario Guerra ci fa pervenire la seguente puntuale precisazione che volentieri pubblichiamo:

La Costituzione all’articolo 1 specifica:
.
la sovranità appartiene al popolo
.
L’articolo 48 contiene due punti:
.
il voto è personale ed eguale, libero e segreto
.
il diritto di voto non può essere limitato
.
Il “calderolium” (la legge elettorale “porcata”) imposta dal centrodestra nel 2006 ha cancellato un referendum e eliminato la preferenza diretta. Una legge incostituzionale.

Non si può andare alle elezioni con questa legge, il risultato sarebbe illegittimo, impedire la scelta diretta del candidato limita il diritto di voto, aver cancellato il referendum ha tolto ogni sovranità al popolo.
.
Nella Costituzione sono riportate le “Garanzie Costituzionali”.
.
L’articolo 134 riporta:
.
la Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni.
.
Si puo’ quindi fare un esposto alla Corte Costituzionale perchè dichiari incostituzionale la legge “porcata” e la faccia decadere.
.
L’articolo 136 infatti specifica:
.
quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale a norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
.
La Corte ha due mesi per decidere prima delle elezioni. Se dichiarerà la legge incostituzionale si potrà votare comunque con la legge precedente (precedente al porcellum, è ovvio).

Per firmare la petizione clicca QUI
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martedì, febbraio 05, 2008, ore 18:42

L’ipotesi del procedimento (quella del post è mia, ovviamente ndb) viene ventilata dall'ex ministro Franco Bassanini, componente la delegazione del Comitato nazionale per la riforma elettorale ricevuta dal presidente del Consiglio incaricato Franco Marini, durante le recenti consultazioni ormai fallite; il quale ha affermato, tra l’altro: ''Bisogna fare una buona legge elettorale prima di andare a votare. Altrimenti sara' una truffa, un imbroglio agli elettori, compresi quelli che hanno firmato per il referendum sperando che fosse un modo per arrivare ad una buona legge elettorale e che invece sarebbero chiamati a votare con la legge attuale''.
 
Mi sembra alquanto autolesionista sapere che il cittadino elettore possa fare qualcosa e far finta di niente, pensando ancora, a torto, che debbano farlo i nostri beneamati delegati.
 
La democrazia, alla quale dovremmo essere interessati, alberga, vive e si nutre di atti di questo genere.
 
In fondo, se la fatica è solo quella di apporre una firma (e di farlo al più presto…), non vedo motivi che possano ostacolare una decisione di questo genere.
 
La mia proposta è quella di raccogliere il maggior numero di firme e portarle all’ex ministro Bassanini, che dovrebbe prendersi comunque la paternità di tale iniziativa, supportata da un larghissimo numero di elettori italiani che credono ancora nei valori della carta costituzionale.
 
Questo atto deliberato, sarebbe non solo un segnale forte nei confronti della classe politica, ma soprattutto verso quegli italiani che hanno perso fiducia in se stessi e nella democrazia diretta.
 

Per firmare clicca QUI

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lunedì, febbraio 04, 2008, ore 22:27

torreIl concetto di stabilità in Italia non ha lo stesso significato che altrove. E le caste non sono solo politiche o parlamentari. La grande casta è il popolo italiano; o meglio, quella preponderante fetta di italiani che non vogliono rinunciare a privilegi che stanno lacerando il nostro tessuto democratico, esclusivamente per mero calcolo egoistico.
 
Le nostre risorse raggiungono un certo limite, un tetto, insomma. Ci sarebbe bisogno di una completa revisione del nostro sistema economico per innalzarlo adeguatamente.
 
Oggi lo stipendio medio di gran parte della popolazione lavorativamente attiva, si attesta intorno ai 1200 euro. Ogni nucleo familiare i cui componenti lavorino in due e non ricoprano incarichi dirigenziali, o che non svolgano a nero un doppio lavoro, dovrebbe percepire almeno 800 o 1000 euro a testa, per evitare di arrivare a metà mese con il conto in rosso, grazie alle tariffe, alle rate ed al costo della vita in genere.
 
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domenica, gennaio 27, 2008, ore 23:36

NO-NWO_01Come vogliono farci capire, ad ogni costo, i cosiddetti poteri forti, la democrazia non è nella loro agenda, ed i nostri sforzi per perseguirla, riguardano solo noi; è solo un nostro problema.
Gli ennesimi nefandi eventi vissuti nelle ultime settimane, fanno parte, per chi non lo avesse ancora capito, del normale avvicendarsi delle strategie, dei ruoli e delle politiche delle forze in campo.
Altre non ce ne sono, o se ci sono, non sono in grado di competere con questi poteri, che dettano ogni giorno l’agenda politica che ci tocca vivere.
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